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Corsaro
Premetto che prima o poi vado a prendere nel sonno quello sciagurato che ha diffuso questo virus della corsa, quindi, mio caro, stai molto attento!
Cascatoci anche io con tutte le scarpe (120€ , ‘tacci sui!), ho chiesto un pò in giro per farmi indicare un luogo PIANEGGIANTE dove poter correre.
Mi è stato indicato un circuitino davvero caruccio, con tanto di segnaletica a terra per ricordarti quanto poca distanza stai percorrendo.
Come se non bastasse quegli infami degli amici, con il loro regalino infame, mi hanno gettato nello sconforto. Il cardio-frequenzimetro è uno spietato e incorruttibile oggetto che ti bippa nelle orecchie quando tu sei proprio allo stremo delle forze.
Non hai nemmeno la forza di inveire contro di lui, subisci questa violenza e taci. Per non parlare del sudore maledetto che fa scendere il sensore dal busto; tutti dicono che non si sente nemmeno, che non scende, che te lo scordi addosso, bla bla bla.
Io o lo stringo a morte perdendo un buon 30% di capacità respiratoria, o me lo ritrovo come cinta che mi rileva i battiti di un altra parte del corpo, il cui responso è:….mi dispiace non ce l’abbiamo fatta a rianimarlo.
AAhh…mi sono un pò sfogato.
Arriviamo quindi a ricavare una bella equazione (alla fine sta laurea in ingegneria che l’ho presa a fa?).
Parco bello e nel verde + km segnati a terra + cardiofrequenzimetro con tutte le sue belle informazioni + pensiero che alessio e carmine si stanno allenando a latina + gara il 16 Maggio al Fogliano + pubblico amico pronto a sbeffeggiarti = ???
Ve lo dico io a cosa è uguale. E’ uguale ad uno sregolato e folle allenamento intensivo per cercare di battere quei 2 str%&$i, col risultato che già ho una bella infiammazione e il cuole pronto a mettersi in sciopero.
Ma ‘ndo scappano quei 2, all’ambulanza sotto il traguardo arrivo prima io!!
E per mettere un pò paura a sti corridori della domenica, regalo a voi affezionati una foto del fisico atletico che ho messo su in 4 e 4 4.
Prima tappa
E’ bello comprare le cartine e sfogliarle.
Peccato che se uno non le segue e fa le cose a caso non sempre va tutto liscio.
Potete constatare voi stessi guardandoci nelle foto come siamo partiti belli felici per ppoi finire stanchi morti.
Rimandiamo il racconto di questa nostra prima escursione a quando staremo tutti assieme mangiando un buon panino capocollo completo al maresciallo.
Ma forse parleremo di tutt’altro, dato che verrà a trovarci per il finesettimana colui che ha fatto del lerciume un vanto: SS, ovvero Valercio.
Merano in MTB
Ecco il duo + sudicio di tutto il centro sud-italia che si appresta a trascorrere una settimanella in quel di Merano, ospiti degli zii di carminiella.
Potete vedere come la magggica coppia ha attrezzato la cac-mobile, con le biciclette appese sul portapacchi (sicurissimo…)
Il viaggio è stato rapidissimo, anche Giowanni non sarebbe riuscito a starci dietro. Dopo qualche tentativo al gratta e vinci, 2 panini con la frittata di Rusana e il sacro Gigi di ottofondo siamo arrivati alla meta.
Spavaldi ci siamo preparati subito per le fatiche del primo giorno ciclistico (poracci)
Arrivatiiiii
Ragasuoli,
purtroppo devo essere sbrigativo perchè stiamo scroccando la connessione.
Vi sparo un pò di foto dell’allegra combriccola, e non sono nemmeno 24 ore di vacanza.
Vi vogliamo bene a tutti, ci divertiremo anche per voi.
Alessio come sempre si conferma il capogruppo, è troppo il migliore. Sentirlo sputare inglese è impagabile.
See you in a week.
Alla partita di Vito
Per allargare il quadro familiare, vi presento questa volta mio cugino Vito. E’ un ottimo giocatore di baseball, che purtroppo, dopo un incidente al braccio, ha dovuto abbandonare la massima categoria per giocare in una serie minore. Al mio rientro dal Canada, mezzo influenzato, siamo subito andati alla sua partita. Dato che le distanze qui non contano, vi dico soltanto che abbiamo viaggiato come da Latina a Bologna.
Lo stadio si trova nel NJ, e il ponte che vedete alle sue spalle è quello che separa il NJ dalla Pensilvenia, precisamente dalla città di Philadelphia.
Da contorno alla partita c’è stata la piacevole sorpresa del Dogs’ Day, quindi le persone hanno portato i propri cani allo stadio creando una simpatica atmosfera di corse, sgambetti, scodinzolii, abbai e coccole. Dopo un pò però ho visto meno cani e una maxi-offerta al botteghino degli hot-dog…chissà.
Dato il mal di gola insistente, ho visto bene di sorseggiare una birra, che come si sa è famosa per i suoi effetti antiinfiammatori.
Purtroppo la partita è finita con una sconfitta per la squadra di Vito (numero 31), ma lui ha giocato veramente bene. Immancabile il souvenir della palla con autografo.
Dopo quella foto con lui ho capito che è arrivato il momento di andare dal barbiere, infatti se non vi dispiace vi saluto e vado.
Stranezze e particolari
Vi allego una piccola collezione di immagini, alcune curiose e altre semplicemente merdose. Quando vedete solo insegne sappiate che sto cercando di farvi capire quanto il Canada sia italiano. Ci sono posti in cui ti senti davvero a casa, dove senti parlare un pò calabrese, barese, siciliano, santostefanese, trevisano; il tutto condito da qualche parola di inglese storpiata, ma storpiata di brutto, quasi ca sa ‘mmorta. Il monumento della famigliola raffigura infatti l’immigrazione italiana a Toronto.
Potete poi vedere un poster del mitico Eros seguito da una vetrina trash, con tutti i cimeli della nazionale e cd musicali di artisti vari ed eventuali, tra cui spicca Piero Mazzocchetti, il cui canto ho avuto l’immenso privilegio di ascoltare in TV.
Non ho potuto poi evitare la foto alla torre di Toronto e alla casa + grande che abbia visto qui fino ad ora: in pratica è un castello donato dal papino alla figlia per il suo matrimonio…
le car e gli trocchi
Dicendolo all’inglese mischiato santostefanese, in Canada le car e gli trocchi non ce mangheno.
Partendo dal maggiolone di Gianni il Trevisan, veramente un gioiello, passando per il trattorino tagliaerba (la vicina ha apprezzato il lavoro), viaggiando immancabilmente sul camion di Alberto, ho concluso il viaggio guidando l’Hummer che vedete in foto.
La dune buggy e la moto le ho solo salutate e fotografate, ma le + belle le ho viste a casa di un amico di Alberto, che ha una collezione spaventosa.
Mio cugino mi voleva anche regalare un Pick-up, ma purtroppo non cammina sull’acqua e ama consumare benzina come uno shuttle in fase di decollo.
Ma lo trocco con tutto il carico di asfalto dietro, in discesa con il freno motore attivato, fa un rumore che solo Giovanni può apprezzare
Uno spuntino in Canadà
A dire la verità le “crab legs” le ho mangiate oltre il confine americano, ma questo è un dettaglio (è stata una cena abbuffet, non a buffet). Purtroppo i pranzi e cene con parenti non li ho fotografati, vi basti immaginare cosa mia zia Anna stava preparando davanti ai fornelli. E per stimolare la vostra fantasia sappiate che il suo rustico contiene + cose di un supermarket italiano, unbelievable!!!
La colazione con patate, pane e burro, canadian bacon e 2 uova all’occhio di bue sepolte sotto tutto è stata una piacevole eccezione.
Una menzione speciale la meritano il chinotto Brio e il Bar Mondiali 82 dove il caffè espresso è come a casa.
Farfalle
Un post dedicato all’affascinante mondo della Naura mancava da un pò,
quindi cercherò di rifarmi adesso.
Approfittando della gita scolastica di un mio cuginetto, siamo andati a vedere il Niagara Parks Butterfly Conservatory .
E’ una serra meravigliosa piena zeppa di farfalle. Ce ne sono di tutti i tipi, coloratissime e bellissime, che ti svolacchiano intorno e ti si posano sui vestiti e sulle mani. Ci è stato spiegato tutto il loro ciclo della vita e ci sono stati mostrati filmati pieni di curiosità e informazione a me ignote.
Ho cercato di immortalare un pò tutte le specie presenti, ma la + bella, di colore verde intenso e giallo, non si è mai posata per farsi fotografare. Purtroppo sono animali che vivono soltanto fino a 4 settimane, succhiando il nettare dei fiori o il succo dalla frutta, quindi fa un pò pena pensare che fra un mesetto già saranno state rimpiazzate da altre
Come è facilmente intuibile il Canada è piuttosto diverso dagli Stati Uniti, ma in ambo le parti ci sono un sacco di cose nuove da vedere e da sperimantare. La prossima volta- perchè ci sarà sicuramente – voglio proprio addentrarmi nella natura + incontaminata, con bici, canoa e canna da pesca.
P.S. Mio caro Alessio, qui si pesca e si caccia alla grande, si possono addirittura affittare delle barche/case che risalgono i fiumi e ti consentono di pescare e bere birra in grazia di Dio. Ti stuzzica la cosa?? :D
Niagara Falls
Eccomi giunto in Canada, precisamente a Niagara.
Dopo aver lasciato le valigie a casa di mia cugina (un cottage in legno con stanze mastodontiche, con all’ingresso il cartello che esclude coloro che non amano Elvis), mio cugino ha pensato di togliersi subito dalle scatole la gita alle cascate, che per loro sono come la “palla” in Piazza del Popolo a Latina. Come preventivato io avevo una faccia sbalordita davanti a quello spettacolo, e lui sbadigliava e pensava a tutt’altro. Infatti, come potete sentire nella ripresa, si diverte a ripetere la parola “arcobaleno” ridendo di gusto.
Mi ha detto anche che per colpa dell’irrigazione dei campi, viene spillata moltissima acqua dal fiume, tant’è che la portata d’acqua si è dimezzata rispetto a un tempo. Lo spettacolo è cmq grandioso, non so se riuscite a percepirlo.
Come se non bastasse abbiamo visto bene di fare anche la gita con il jet-boat, che si butta in mezzo alle rapide e ti fracichi come non mai. Appena vedi le rapide pensi di morire, poi ci prendi gusto e ti ci butti dentro. L’acqua è “leggermente” fredda, ti entra ovunque, ma alla fine sei invaso d’adrenalina e non senti niente
Mio cugino vive qua da 60 anni e non l’aveva mai fatto il giro con questa barca, ci volevo io per smuoverlo; si è divertito così tanto che vuole tornarci con gli amici
Dalle foto è chiaro come io stia lievitando, ma non sforerò la bariera dei 10 kg, costi quel che costi
Ps. Tra un sigariglio e l’altro sto facendo il pieno di grappa!! Tocca rispettare le usanze trevisane


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