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Shore

L’America degli eccessi!!

Anche il tempo non fa eccezione qui, quindi ecco che per il finesettimana la temperatura è salita alle stelle. Meglio così sicuramente, ma adesso che sono nel letto a sudare come un porco non è che ne sia così felice, non sono abituato a questa calura.

Nnon puntavo molto su questo fine-settimana, mi ero immaginato di rompermi un pò le scatole, invece non è stato così.

La casa è molto confortevole, tutta arredata con gadget che richiamano il mare, la pesca, il faro, Gaeta, i pesci, le barche… Sul retro c’è un bel tavolo per mangiare, le sdraio, tutto l’occorrente per il barbecue e poi un cacchio di molo dove posteggiare la barca e uscire in mare in tutta tranquillità. Spero di essere riuscito con le foto a farvi capire cosa significa, in pratica è come avere la barca parcheggiata in garage pronta all’uso.

Ho fatto anche una foto ad una fotografia in cui mio zio Salvatore, insieme ai due nipoti, ha pescato uno squalo martello. Che pazzo che era mio zio, non aveva proprio il senso del limite e del pericolo, è lui (con la moglie: zia Emilia) che ha dato vita a questa immensa famiglia qui in america, non riesco nemmeno a contare quanti sono adesso.

Lì a Long Beach Island si respira aria di mare, ci sono un sacco di gabbiani e celletti vari, tutti se la godono alla grande con barche, moto d’acqua, piscine e quant’altro. Ho visto tante di quelle macchine sportive e motociclette varie che mi stava quasi venendo la voglia di lavorare per potermele permettere certe cose, meno male che poi mi sono ripreso subito.

Ieri sera abbiamo fatto la spesa in un supermercato super pieno di leccornie e mi sono tolto lo sfizio di comprare qualche schifezza, come un bottiglione di tè al cedro da 3,8 litri, patatine al barbecue, acqua aromatizzata che però io non riesco proprio a bere e caffè Lavazza che per me è stato come un miracolo.

Stamane invece ho fatto una colazione in puro stile americano, con bacon e uova strapazzate, un toccasana che ti fa sentire subito ingolfato, un segnale profetico di quello che nel resto della giornata andrai a mangiare.

Per smuovere un pò la colazione siamo usciti a fare spesa e shopping (2 pantaloncini per il caldo imminente) e ho fatto qualche foto in giro, comprese quelle sulla spiaggia che affaccia sull’oceano Atlantico, un posto devo dire niente male.

Il prossimo finesettimana  è molto probabile che ci riandremo, se è così già ho promesso all’amica sdraio che le dedicherò molte attenzioni.

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Venerdì alternativo

Cari amici avidi di post,

colgo l’occasione per presentarvi altri compagni di scuola che mancavano all’appello nel post precedente.

Questo venerdì, invece di vedere come al solito un film in classe, siamo andati al cinema. Ci siamo dati appuntamento per fare colazione in un locale particolare, con piatti tipici della cucina del sud, soul food. Un posto molto carino, molto black, con foto e poster di persone famose che vi hanno mangiato, tra cui Mr. Robinson e Teo Robinson.

Come ho ormai avuto modo di capire, il concetto di breakfast americano è molto differente dal nostro, qualsiasi sia il tipo di locale e di cucina.

Infatti nel menu del locale non comparivano cose tipo latte, brioches, torte, tè e affini, ma carne, pollo, salmone, uova, pancetta, insalate, verdure varie, simil-pane fritto, pancake, e altro.

Io ho optato per un misto di semolino, bacon, uova strapazzate, salsa piccante e acqua, mi sono contenuto insomma :D

Con una bella fiatella di sbrindullicchio siamo andati a vedere un “documentario”, perchè è così che è stato classificato dalla mia teacher. In sala eravamo noi della classe e una decina di vecchietti, tutti uomini. La cosa ci ha un pochino insospettito, forse il titolo “American Swing” non era la storia del tipico stile musicale sviluppatosi a partire dagli anni ‘20.

E in effetti la storia era piuttosto diversa, ma per le persone come me che non capiscono molto i discorsi è stato lo stesso interessante, per via della “fotografia” e della “scenografia”. Un documentario non tanto da Natural Channel, ma + da Odeon tv dopo la mezzanotte.

Cmq è storia di NY sul finire degli anni ‘70, quindi si colloca perfettamente nel contesto del mio viaggio qui in America. 

Per quanto mi riguarda non sono mai stato un tipo da Swing… mi faccio bastare il Rock’n Roll :D

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